Confindustria: "Insegnarla nelle scuole e premiare le imprese virtuose"
9 gennaio 2008. Le proposte principali emerse dalla tavola rotonda organizzata dalla Confindustria della Sardegna Centrale per migliorare la sicurezza sul lavoro. Farla diventare materia di studio, ma anche e soprattutto premiare le aziende che investono maggiormente per la salute dei lavoratori, punendo quelle che la mettono in pericolo
NUORO - Migliorare la sicurezza nel mondo del lavoro per ridurre il numero degli infortuni, ma soprattutto dare anche nuove speranze a chi, magari dopo un incidente invalidante, ha ancora la possibilità e la volontà di non uscire dal mondo produttivo. Ma non solo. Due proposte, arrivate da Confindustria: inserire la sicurezza come materia scolastica e premiare le aziende virtuose, quelle che investono maggiormente per ridurre gli incidenti, magari con i premi assicurativi che vengono versati all'INAIL. Questi sono, in sintesi, i punti salienti dell'incontro "itinerari sicurezza" organizzato venerdì mattina nella sala convegni della Camera di Commercio di Nuoro. Un incontro molto seguito, con oltre duecento persone che hanno affollato la sala, molti dei quali titolari di piccole e medie aziende.
"La cultura della sicurezza deve crescere - ha chiarito il padrone di casa e organizzatore Roberto Bornioli, vicepresidente della Confindustria della Sardegna Centrale - È necessario fare in modo di creare una sinergia con gli enti di vigilanza, in primo luogo le Asl e l'INAIL. I costi umani, ma anche sociali e d'impresa, che gravano sulla sicurezza sono immensi e raggiungono quasi il 3,2 per cento del prodotto interno lordo, per intenderci stiamo parlando di cifre spaventose".
Nel corso del convegno sono stati illustrati i dati nazionali sulla sicurezza redatti dall'INAIL, i migliori in assoluto dal dopoguerra: l'anno scorso circa 1200 infortuni mortali, il dieci per cento in meno rispetto al 2006, ma comunque meglio di molte altre nazioni europee. Ma per ridurre ulteriormente questa che è ancora una vera e propria strage, la stessa Confindustria sarda ha presentato delle proposte.
"Incrementare una cultura della sicurezza - spiega Bornioli - inserendola come materia scolastica nelle scuole, imparandone i valori e i cardini già da giovanissimi. Se viene fatta la formazione, ma manca la sensibilità è certamente più difficile inculcarne il principio. L'altra proposta, non secondaria, è quella di dare degli incentivi alle aziende virtuose, magari penalizzando quelle che si comportano male. Avendo l'INAIL un avanzo che sfiora il miliardo di euro l'anno, questa cifra potrebbe essere investita sulla sicurezza. L'idea? Quando vengono versati i premi assicurativi, magari le aziende virtuose potrebbero pagare meno".
Nell'aula affollata non è potuta intervenire l'assessore regionale al Lavoro Romina Congera, ma ha comunque mandato un messaggio chiarendo l'impegno che in questi anni la Giunta guidata dal presidente Renato Soru ha riversato proprio sulle politiche per la sicurezza nei cantieri. Fondamentale, in questo caso, anche "l'insediamento del Comitato regionale di coordinamento - fanno sapere dalla Regione - in materia di sicurezza sul lavoro: un organismo che coordina le attività di vigilanza, ma aperto anche agli organissimi sindacali e alle rappresentanze del mondo datoriale". Un dibattito, quello organizzato alla Confindustria della Sardegna Centrale, che ha toccato anche le emergenze più sentite nell'Isola: come i morti nei cantieri, oppure i troppi incidenti invalidanti che colpiscono chi si sta recando a lavoro. Un confronto tra imprenditori e lavoratori, ma che ha visto anche la partecipazioni degli amministratori di alcuni dei centri più importanti delle province di Nuoro e Ogliastra. Impegnata nella battaglia per rendere i cantieri più sicuri è anche la Provincia di Nuoro, come ha assicurato l'assessore Sirio Poddie (Lavoro e formazione professionale).