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Ultimo aggiornamento (Sabato 14 Gennaio 2012 10:11)
Millecento morti sul lavoro nel 2011![]() Caro Beppe, oltre 1100 morti su lavoro nel 2011, il 15% di questi lavoratori erano "in nero" o già in pensione, sono i dati che fornisce l'Osservatorio Indipendente di Bologna di Carlo Soricelli, un operaio in pensione, che fa un lavoro enorme con il suo blog, aggiornando ogni giorno le morti sul lavoro in Italia. Voglio ricordare quello che aveva detto l'INAIL, che per l'anno 2010, le morti sul lavoro erano scese per la prima volta dal dopoguerra, sotto quota 1000, per l'esattezza 980. Evidentemente c'è qualcosa che non va nei dati INAIL, e viene da sé che sono dati fortemente sottostimati, perchè non tengono conto di tutti i lavoratori che muoiono "in nero". Sono ancora in troppi che prendono questi dati come "oro colato". I dati dell''Osservatorio dimostrano che moltissimo resta da fare sulla sicurezza sul lavoro. Siamo di fronte a un'ecatombe. Come si può definire civile un Paese con tutti questi morti sul lavoro quando l'art 1 della Costituzione dice che "l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro" e non sulle morti sul lavoro!!! Lo Stato, oltre a chiederci di lavorare fino alla vecchiaia, dovrebbe garantire di tornare a casa vivi la sera, dopo una dura giornata di lavoro. Ultimo aggiornamento (Lunedì 09 Gennaio 2012 10:35) |
Thyssen, Eternit e il “patto col diavolo”![]() Questo articolo è uscito su “La Repubblica”. La ThyssenKrupp è in cerca di attenuanti dopo la pesante condanna per omicidio volontario inflitta ai suoi manager in seguito al rogo del 2007, nel quale morirono sette operai. Per questo la multinazionale tedesca propone addirittura una maggiorazione del risarcimento che la sentenza di primo grado assegna al Comune di Torino; ma pone una condizione pesante: che il sindaco rinunci a costituirsi parte civile nel processo d’appello. Cioè che la città di Torino (ma con essa la Provincia e la Regione) prenda i soldi e smetta di considerarsi parte lesa. Ancora più lesto è stato il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, imputato per disastro ambientale doloso e rimozione volontaria di cautele nel processo Eternit per la strage dell’amianto. Senza neanche aspettare la sentenza di primo grado, Schmidheiny offre 18,3 milioni di euro al sindaco della città-martire di Casale Monferrato (1800 morti di mesotelioma, e non è ancora finita) purchè faccia marcia indietro e rinunci a dichiararsi parte lesa in rappresentanza dei suoi concittadini. Proprio ieri il sindaco Giorgio Demezzi ha ricevuto una telefonata del ministro della Salute, Renato Balduzzi, che lo ha invitato a rimeditare il suo orientamento alla luce della storia esemplare di lotta per la verità, la giustizia e la salute, in cui il comune di Casale Monferrato ha finora svolto un ruolo di battistrada. Ma cosa sta succedendo? Due storie contemporanee in cui la vita e la morte s’intrecciano all’economia, diverse fra loro per modalità e dimensione, così come (finora) è apparsa diversa la reazione dei sindaci chiamati a fronteggiare il medesimo dilemma: soldi o giustizia? Ultimo aggiornamento (Lunedì 09 Gennaio 2012 10:36) |
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